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Comunicato stampa

I Cantoni alpini contro l’abolizione del valore locativo per le abitazioni secondarie

L’abolizione del valore locativo sulle abitazioni secondarie comporterebbe un ammanco per le casse dei Cantoni alpini nell’ordine di 200 milioni di franchi. Dopo le pesanti ripercussioni economiche già subite in seguito al divieto di costruire abitazioni secondarie, sarebbe veramente assurdo se i Cantoni di montagna venissero penalizzati una seconda volta con la perdita di questi introiti fiscali.

I Cantoni alpini dicono sì alla legge sul CO2

Il cambiamento climatico sarà un difficile banco di prova per le regioni di montagna. L’innalzamento del limite del permafrost e l’aumento delle calamità naturali sono solo alcuni esempi. Trattandosi di un’evoluzione che non può essere direttamente fermata, è imperativo per le regioni montane adattarsi al mutare delle circostanze. Il Fondo per il clima previsto dalla nuova legge sul CO2 sostiene le misure di adeguamento intraprese in tal senso.

 

La Confederazione non ha fatto bene i compiti

La Conferenza dei governi dei Cantoni alpini (CGCA) è delusa dall’analisi degli effetti della legge sulle abitazioni secondarie (LASec) presentata oggi dal Consiglio federale. Nell’analisi il Consiglio federale avrebbe avuto la possibilità di formulare delle proposte per risolvere problemi noti senza compromettere l’obiettivo di protezione della LASec. Inoltre, il processo dell’analisi degli effetti è durato troppo a lungo.

Il Consiglio federale deve esprimersi sul nodo dei conflitti d’interesse

Secondo le Prospettive energetiche 2050+ e in base alla Strategia climatica a lungo termine del Consiglio federale, entro il 2050 la Svizzera dovrà presentare un bilancio neutro delle emissioni di gas serra (obiettivo delle emissioni nette pari a zero entro il 2050). A tal fine occorrerà incrementare massicciamente la produzione di energia idroelettrica e fotovoltaica, il che tuttavia sarà causa di conflitti d’interesse a livello ambientale. Nel suo messaggio concernente la «Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili» il Consiglio federale dovrà pertanto indicare strategie concrete su come poter risolvere tali conflitti. 

Le maintien des centrales hydro-électriques est menacé, mais elles sont absolument indispensables pour atteindre les objectifs climatiques

La conférence gouvernementale des cantons alpins (CGCA) a pris connaissance des perspectives énergétiques 2050+ de l’Office fédéral de l’énergie, publiées récemment. Celles-ci montrent des chemins possibles pour un avenir énergétique renouvelable et climatiquement neutre. Tous les scénarios partent du principe que pour atteindre les objectifs climatiques, les besoins d’électricité vont croître de manière marquée d’ici 2050. L’électricité deviendra un agent énergétique central. Par conséquent, la production d’électricité indigène et renouvelable doit être massivement développée. La CGCA constate avec satisfaction que la force hydraulique va rester le type de production d’électricité renouvelable le plus important de Suisse en 2050, avec 45 TWh, représentant 53% de la production brute. Pour atteindre ce but, il faut prêter attention en priorité au maintien de la production hydro-électrique existante de 39 TWh. D’ici 2050, les concessions en cours seront en grande partie arrivées à échéance. Afin que de nouvelles concessions soient octroyées et que les centrales existantes continuent à être exploitées, la Confédération doit garantir une sécurité pour les investissements.

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